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Nursingup Lazio

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Mag12

12 maggio: Giornata internazionale dell'Infermiere - Se non ora, quando?

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Oggi 12 maggio 1820 è nata Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne.  Gli Infermieri sono  più di 13 milioni nel mondo e ricordano questa data celebrandola in tutto il mondo. 

 


 
Oggi 12 maggio 2012 Giornata internazionale dell’Infermiere.
 
Trovo molte analogie con la Festa della Donna. Parliamo di autonomia infermieristica, di evoluzione, ma, l'unica evoluzione che è stata ottenuta è quella legata alla luce elettrica, oggi  Florence Nightingale non avrebbe necessità della lanterna?
Mi trovo spesso a difendere gli infermieri, che per il 70% sono donne, ma, più spesso dovrei difendere le infermiere da loro stesse! Difendere qualcuno da se stesso è arduo e complicato! Infermieri che vivono in un "labirinto" le cui pareti non sono insormontabili, ma, preferiscono vivere da topi in un labirinto piuttosto che............
Ci sono alcuni Infermieri che tentano il "salto", altri non cercano d'imitare, bensì gli attribuiscono ogni genere di critica! 
Gli Infermieri, spesso corrono in lungo e largo in un labirinto in cerca di formaggio, senza porsi domande, senza pensare che potrebbe essere diverso???! Il Vero scopo della vita qual'è?
Ti hanno detto che devi accettare cambiamenti? Ma, chi o cosa decide il cambiamento?
Ti costringono a inseguire obiettivi sempre più irraggiungibili? Si pensi alle discutibili Azioni mirate al risparmio!  Ti Ripetono che non c'è via d'uscita, non c'è scelta, non c'è via di scampo!
Il successo nel campo dell'innovazione, dell'imprenditorialità, della creatività, della leaderschip, degli affari e della crescita personale  dipende infatti dalla capacità di superare gli ostacoli, ribaltare la situazione e giocare secondo regole diverse: le tue?
Il vero problema è il labirinto dentro di noi!
 
 
Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio
 
Laura Rita Santoro
 
 

 

 
Mag04

De Palma (Nursing Up): “Obiettivo condiviso, ma necessarie correzioni”

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Per il presidente del Nursing Up l’implementazione delle competenze infermieristiche è “un’esigenza del sistema”, ma il documento del tavolo ministero-regioni va rivisto per eliminare una serie di perplessità e criticità che oggi sono legittime.

03 MAG - “Nursing Up si è dichiarato d’accordo, esclusivamente in linea di principio e salvo quanto illustrerò dopo, su un eventuale provvedimento finalizzato ad implementare le competenze infermieristiche attraverso una doverosa ottimizzazione delle potenzialità professionali finalizzata a garantire il diritto alla salute del cittadino”. Secondo Antonio De Palma, presidente dell’associazione sindacale Nursing Up, infatti, è evidente “l’esigenza di una concreta evoluzione dell’apporto infermieristico nell’ambito del sistema” sanitario.

Tuttavia, il documento presentato dal tavolo tecnico ministero-regioni per ridefinire le compenteze infermieristiche ha, secondo De Palma, bisogno di alcune importanti correzioni per eliminare le perplessità che oggi sono legittime.

Anzitutto, “tale delicato procedimento non potrà realizzarsi senza aver individuato previamente gli strumenti e/o le modalità che consentano di evitare il rischio di tracciare una indiretta limitazione degli ambiti di potenziale esercizio delle funzioni infermieristiche, purtroppo evidente in casi del genere perché collaterale rispetto alla prevista – e a nostro parere eccessivamente meticolosa – declinazione di talune classi di attività caratteristiche finalizzata ad esprimere le competenze tecnico professionali della categoria”.

Proprio per evitare criticità di questo genere, “ed una volta rappresentate le proprie riserve”, Nursing Up ha chiesto ai rappresentanti delle Regioni presenti al tavolo di poter leggere e valutare “la chiave di metodo da loro utilizzata per la elaborazione delle proposte sottoposte alla nostra attenzione, in quanto riteniamo tali informazioni fondamentali al fine di comprendere se la documentazione, come oggi noi pensiamo, debba diventare parte integrante e sostanziale di tutto il materiale che sorregge il complesso procedimento”.

Per il Nursing Up, inoltre, la prevista implementazione delle competenze della professione infermieristica non potrà prescindere dai necessari provvedimenti istituzionali in grado di fornire precise indicazioni regolamentari e/o organizzative ai vari livelli, “finalizzate alla individuazione di tutta quell’ampia gamma di attività improprie, retaggio della precedente normativa in materia, che l’infermiere è ancora oggi chiamato a svolgere e che nulla hanno a che vedere con il proprio attuale ruolo e responsabilità”.

Sulla formazione Nursing Up ha richiamato e stigmatizzato “la competenza esclusiva dello Stato e l’importanza dell’uniformità nazionale a tali livelli”, sostenendo che ogni tipologia di formazione finalizzata all’integrazione delle competenze, eventualmente implementata da parte delle regioni in base a specifici bisogni territoriali, “decisamente auspicabile soprattutto per attuare la sempre richiesta valorizzazione professionale sul campo degli infermieri”, deve essere considerata “esclusivamente come finalizzata ai bisogni territoriali del sistema salute, ferma restando la prevista formazione universitaria e con riferimento alle specializzazioni, gli specifici livelli idi qualificazione formativa prevista dalla legge n. 43 del 2006, art 6 punto 1, lettera c.”.

Infine, secondo De Palma “l’ipotesi di accordo Stato/Regioni in discussione sembra legittimare inesistenti invasioni di campo” denunciate anche da alcune organizzazioni mediche. “Contro questa fuorviante interpretazione della realtà e ferme tutte le riserve espresse dalla nostra organizzazione in ordine al provvedimento – ha spiegato De Palma -, Nursing Up ribadisce che l’attuale e complessa attività in itinere, che attiene agli ambiti delle competenze infermieristiche, laddove correttamente realizzata, nulla avrebbe a che fare con il gratuito trasferimento di competenze e funzioni dai medici verso gli infermieri. Si tratterebbe invece – secondo il presidente del sindacato - di un delicato procedimento volto esclusivamente ad implementare l’esercizio di funzioni integrate di tipo multidisciplinare e a ottimizzare il contributo che ogni professionista viene chiamato a dare nell’ambito del complesso procedimento di erogazione delle cure e dell’assistenza al cittadino”.

Un percorso “doveroso – secondo De Palma -, alla luce dell’attuale status giuridico dell’infermiere, delle sue responsabilità e ampio alveo di potenzialità, certamente ben lontano dagli interesse corporativi che qualcuno vorrebbe intravedere perché, come si è detto, esso trae la propria ragione d’essere dai bisogni della collettività sociale e quindi dal diritto del singolo di ottenere risposte istituzionali sempre in linea con il costante processo di evoluzione ordinamentale, formativa e scientifico-tecnologica”.

Nursing Up invierà nei prossimi giorni le sue osservazioni al tavolo, la cui prossima riunione è prevista per il 24 maggio prossimo.
 

 

Fonte: http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=8695

 
Apr07

“E’ per la corruzione che abbiamo ospedali carenti, trasporti pessimi e l’economia avvelenata!”

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La povertà porta alla corruzione? La corruzione porta alla povertà?

50%

troppi legami tra politici e affari

48%

i politici e il Parlamento non fanno abbastanza contro la corruzione

28%

i soldi pubblici non sono spesi in modo trasparente

23%

non c’è reale punizione della corruzione

29%

molte cariche nella pubblica amministrazione non sono basate sul merito

18%

molti accettano la corruzione come parte della loro quotidianità

19%

la legge spesso non è applicata

11%

la povertà porta alla corruzione

 

 

Fonte: Commissione Europea – Eurobarometro – Speciale 2012

 

Corruzione: gli italiani dicono che….

 

La corruzione è il maggior problema del Paese: 87% (Media UE 74%)

La corruzione è parte della cultura del business nel Paese: 89%

La corruzione è nelle istituzioni nazionali: 95% (nel 2009 erano l’89%, media UE 79%)

La corruzione è nelle istituzioni regionali e locali: 92%

La corruzione in italia è aumentata negli ultimi 3 anni: 56%

Sono efficaci gli sforzi del Governo contro la corruzione: 21%

 

Fonte: Commissione Europea – Eurobarometro – Speciale 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Ago07

Stipendi «tagliati» a infermieri e medici per pagare la sanità (La «casta» si salva)

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di ANTONELLA INCISO

La «casta» non si tocca. È tempo di ristrettezze economiche, bisogna risparmiare, razionalizzare la spesa. Peccato che dalle tasche dei politici «siano prelevati» solo gli spiccioli. E soprattutto solo in casi proprio indispensabili, mentre per comuni cittadini - come possono essere medici ed infermieri no. L’ultima dimostrazione in questo senso viene da un provvedimento contenuto nel maxi emendamento in materia sanitaria legato all’assestamento di bilancio che deve essere approvato dal Consiglio regionale tra oggi e domani. Non una voce sui tagli ai costi della politica, mentre nel provvedimento è contenuta una norma che dispone una decurtazione del 10 per cento sino al 2012 e del 15 per cento a partire dal 2013, dei salari accessori dei dipendenti pubblici del settore sanitario ossia i medici, infermieri, personale delle Asp e dei centri di assistenza. Conti alla mano si tratta di circa 100 euro in meno in busta paga al mese. Soldi che uniti al blocco del rinnovo del contratto sino al 2018 peseranno non poco sulle buste paga di molti dipendenti. Settemila sono, infatti, gli addetti del sistema sanitario pubblico regionale. Un numero non indifferente, un numero che significa - soldi più soldo meno - un risparmio di 600mila euro l’anno.                      

E se le «mani» sugli stipendi degli addetti del settore sanitario pubblico possono essere messe, è altrettanto vero che ciò non avverrà, invece, per le consulenze e le commissioni di gara e di collaudo per l’approvigionamento degli enti del Servizio sanitario regionale. L’articolo 11 - in materia di contenimento della spese - che «cancellava» i compensi aggiuntivi per coloro che partecipavano a gare e collaudi, è stato ritirato. Insomma, con una mano si taglia e con l’altra si concede. Certo è che sui tagli agli stipendi i sindacati promettono battaglia. «Abbiamo chiesto il ritiro immediato del provvedimento, restando disponibili ad un confronto per discutere di razionalizzazione » tuona Angelo Summa della Cgil. Il provvedimento, però, c’è e sino ad oggi è rimasto là.
 

Per approfondire: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=444277&IDCategoria=1

 
Giu21

SONO TROPPE LE ATTIVITA’ DI TIPO AMMINISTRATIVO E DOMESTICO ALBERGHIERO CHE PESANO IMPROPRIAMENTE SUGLI INFERMIERI , QUESTO E’ IL PARERE DELLA MAGGIOR PARTE DI COLORO HANNO RISPOSTO AL SONDAGGIO!

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Nursing Up ha attivato IL SERVIZIO SONDAGGI, uno strumento di libera manifestazione delle opinioni , dedicato agli infermieri , sulle tematiche di attualità professionale e sindacale .

I colleghi rispondono ai sondaggi di volta in volta proposti su tematiche di interesse della professione infermieristica e del lavoro .

PER NOI SI TRATTA DI PREZIOSI SPUNTI DI RIFLESSIONE E DI IMPEGNO …

ECCO LA QUESTIONE PROPOSTA CON L’ULTIMO SONDAGGIO :

Gli adempimenti di tipo amministrativo fanno parte dell’insieme integrato delle attività che ad ogni infermiere viene chiesto di svolgere durante il proprio turno di servizio.

Molti colleghi lamentano l’eccessiva incidenza di tali attività , soprattutto di quelle che , ben lungi dall’essere funzionali e/o strumentali all’esercizio professionale ( vedi cartella infermieristica) vengono vissute come attività a contenuto prevalentemente e/o esclusivamente amministrativo, che dovrebbero quindi essere svolte da personale dedicato , a queste si aggiungono , in talune circostanze .

 

 

ED ECCO COSA NE PENSANO COLORO CHE HANNO RISPOSTO

(ESPRESSI IN VALORI PERCENTUALI INDICATIVI RISPETTO AL NUMERO COMPLESSIVO DI RISPOSTE FORNITE) :

Sono d’accordo , i carichi di lavoro dell’infermiere sono divenuti insopportabili , sia per l’ ormai cronica carenza di professionisti , sia per il continuo aumento di quella parte di adempimenti di tipo amministrativo che non risultano in alcun modo ricompresi e/o  strumentali all’esercizio delle funzioni di tipo "sanitario/assistenziale" proprie di un infermiere .

22,96 %

Sono d’accordo , aggiungo che oltre all’eccessivo peso delle attività di tipo amministrativo , la prassi quotidiana chiama gli infermieri a svolgere anche altri adempimenti che considero impropri , come ad esempio quelli di tipo domestico alberghiero, retaggio di vecchie disposizioni ormai abrogate ed oggi non più previsti dalle norme che regolano l’attività professionale .

76,29 %

Non sono d’accordo , ritengo che l’attuale carico di attività di tipo aministrativo che pesa sull’infermiere sia adeguato e che rientri nell’ambito delle attività riconducibili al suo profilo professionale .

0.74 %

I sondaggi vengono proposti solo al fine di consentire ai professionisti infermieri di esprimere pareri su tematiche di potenziale interesse per la categoria, hanno un valore puramente indicativo e non statistico, in quanto le rilevazioni non prendono in considerazione insiemi e/o campioni elaborati scientificamente

Se ti è piaciuto questo sondaggio rispondi anche a quello che proponiamo oggi : http://www.nursingup.it/indexok.html

Nursing Up

Da: http://www.nursingup.it/files/SONDAGGIO%20N2%20FUNZIONI%20IMPROPRIE.pdf

 
Mag27

CIRCOLARE: Trasmissione opuscolo di fonte del Garante della Privacy

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" Attenzione , collega infermiere a non chiamare per nome il paziente che si trova in sala di attesa per essere visitato , a non fornire informazioni a chiunque sullo stato sanitario di una persona senza autorizzazione ed attente valutazioni anche prima di condividere informazioni sanitarie con altri colleghi perché pure per questo esistono specifiche regole da rispettare , leggile"
 
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