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Nursingup Lazio

Feb04

Nuova convenzione CAF AMIL (Associazione Nazionale Mutilati e invalidi del Lavoro) riservata agli associati Nursing Up

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NURSING UP

 

IL SINDACATO DEGLI INFERMIERI ITALIANI

 

Via Carlo Conti Rossini,26 Roma

 

www.nursingup.it

 

Presidente

 

 

 

 

Roma, 03 Febbraio 2016

Ai dirigenti di tutti i livelli operativi

A tutti gli associati

Oggetto: nuova convenzione CAF AMIL (Associazione Nazionale Mutilati e invalidi del Lavoro)  riservata agli associati Nursing Up

Nell’ottica di miglioramento continuo nella qualità dei servizi riservati ai propri iscritti, il Nursing Up ha selezionato un nuovo partner e stipulato una nuova convenzione per tutti i nostri professionisti che necessitano di assistenza caf.

Da quest’anno gli associati Nursing Up  in regolare corso, potranno beneficiare delle speciali tariffe a loro dedicate per l’assistenza caf con l’ ANMILsrl.

Sulla scelta di Anmil sono stati  determinanti, la storia di questo ente, la capillarità sul territorio e la bontà delle tariffe che ci sono state dedicate.

Entrando nel merito della convenzione, Anmil,  attraverso le sue Sedi periferiche e i Centri di raccolta presenti sul territorio nazionalesi impegna a fornire ai soci di NURSING UPche si presentino con la tessera NURSING UP in corso , i seguenti servizi:

- Assistenza alla compilazione e invio telematico della dichiarazione dei redditi 730 e modello Unico;

- Assistenza nel contenzioso tributario; calcolo delle imposte comunali sugli immobili (IMU e TASI);

- Compilazione dei modelli per le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti;

- Compilazione dei modelli reddituali finalizzati all’ottenimento di prestazioni sociali legate al reddito comprendendo bonus gas ed energia nonché laddove presente la convenzione assegni familiari;

- Calcolo dell’ Indicatore della situazione socio-economica (ISEE);

- Assistenza alla compilazione della dichiarazione di successione e delle volture catastali;

- Assistenza negli adempimenti previsti dal contratto di lavoro per colf e badanti comprensivi elaborazionecedolini mensili e MAV

Il CAF ANMIL mette a disposizione dei soci del Sindacato NURSING UP ilnumero verde gratuito 800 180 943a cui rivolgersi per ogni informazione utile.

Per trovare l’ufficio anmil piu’ vicino a te, vai sul sito www.caf.anmil e clicca su DOVE SIAMO.

I servizi elencati verranno effettuati da CAF ANMIL srl, per i soci del Sindacato NURSING UP, alle seguenti tariffe:

-       Modello 730 singolo con assistenza€ 14,00

-       Modello 730 congiunto con coniuge€ 21,00

-       Modello unico € 24,50

-       Modello ISEE, ISEEU e RED GRATUITO

Prestazione

 

Casa (IMU, TASI, IUC)

Euro 10,00 + Euro 5,00 per comune aggiuntivo

Successione Semplice

Euro 80,00

Successione Complessa

Euro 350,00

Ravvedimenti e F24 Telematico

Euro 10,00

Visure Catastali

Euro 5,00

  

Per le fotocopie della documentazione, qualora l’assistito ne fosse sprovvisto, è previsto un contributo di € 5,00.

Per ogni eventuale attività di consulenza erogata in relazione alla elaborazione dei modelli auto-compilati è previsto un contributo pari a € 10,00.

Tutte le altre prestazioni erogate dal CAF ANMIL srl saranno soggette al pagamento dell’intera tariffa prevista dal tariffario CAF ANMIL.

Per il dettaglio della convenzione potete andare sul sito internet www.nursingup.it e cliccare su servizi.

Il Presidente del Nursing Up

Dottor Antonio De Palma

 

 


 

Elenco delle Sedi presenti nel Lazio

 

 

ROMA e provincia


Sede zonale di Roma Eur
- Via Adolfo Ravà n. 124 – CAP 00142 - 06.54196232 - 06.54196704 - dal lunedì al venerdì

(9.00 – 17.30)   

 

Sede zonale di Roma Aurelio – Via Monti di Primavalle, 182 - CAP 00168 - tel 06.87860644 - dal lunedì al venerdì mattina (9.00 - 13.00) - Martedì e Giovedì 14.00 – 16.00

Sede zonale di Roma Casalotti – Via Borgo Ticino,47 CAP 00166- tel. 06.61567138 – dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Sede zonale di Roma Serafico – Via Paolo di Dono, 143 - CAP 00142 - tel. 06.5032720 – dal lunedì al venerdì

dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30

Sede zonale Casal Bruciato - P.zza Balsamo Crivelli 20/21 – 00156 Roma – dal Lunedi al Venerdì dalle 9.00 alle

13.00 e dalle 14.00 alle 16.00 tel. 334 6692014

Sede Colli Albani - Via Poggi d’Oro, 32 (Fermata Metro A: Colli Albani) - Tel. 06.5565883 - Si riceve per appuntamento

Sede di Civitavecchia: Via Isonzo,2 Angolo Braccianese Claudia • CAP 00053 - tel. 0766.25918 • 340.9315269 • Lunedì, Giovedì e Sabato mattina (10.00 - 13.00)

Sede di Monterotondo: Via XXIV Maggio, 27 - Tel. 06.9064548 - Lunedì - Martedì - Giovedì ore 8.30-16.00

Sede di Capena - Via Morlupo, 27/c • Tel. 06.97607961- Martedì ore 9.00-13.00- Mercoledì ore 14.00-17.00 • Giovedì ore 9.00-13.00- Sabato ore 9.00-13.00

LATINA

Sede di Latina - Via San Carlo da Sezze, 142 • Tel. 0773.690277 - dal Lunedì al Giovedì ore 8.15-13.15 • 13.45-16.45 - Venerdì ore 8.00-13.00

Sede Zonale di Aprilia - Via Aldo Moro, 98/c Cell. 334.6691678 - 334.6691619 - Lunedì ore 10.00-12.00 • Martedì ore 16.00-18.00 - Mercoledì e Giovedì ore 9.00-11.00 • Venerdì ore 10.00-12.00

Sede Zonale di Formia- Presso il Comune in Piazza Municipio • Cell. 329.0582263 - Giovedì ore 16.00-18.00

Sede Zonale Priverno Via Giacomo Matteotti, 163 • Cell 3290582263 - Venerdì ore 16.00-20.00

VITERBO

Sede di Viterbo - Largo Igino Garbini, 7 - Tel. 0761.353710 - dal Lunedì al Venerdì ore 9.30-12.30.

RIETI

Sede di Rieti - Via Terenzio Varrone, 63 - Tel. 0746.200021 - 0746.1973290 - dal lunedì al giovedì ore 9.00-12.30 • 14.00-16.00 - venerdì ore 9.00-12.30

FROSINONE

Sede di Frosinone Viale Napoli 164/166 – Tel. 0775.250040 - mattina: dal Lunedì al Venerdì ore 8.00- 13 - Pomeriggio: dal Lunedì al Venerdì ore 14.30- 16.00 (è consigliato appuntamento)

 

 

 

 
Mar24

RICORSO CONTRO LO STATO!

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RICORSO CONTRO LO STATO!

RICHIESTA DI RISARCIMENTO DEL DANNO PER GLI ARRETRATI RETRIBUTIVI NON RICEVUTI IN CONSEGUENZA DEL BLOCCO DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

COME PARTECIPARE

 

http://www.nursingup.it/vademecum-ricorso-cedu.html

 
Feb05

Convenzione Nursing Up Lazio - Cliniche Odontoiatriche

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 Nuova convenzione!

 Carissimi colleghi,

vi informo di aver firmato una nuova convenzione con delle cliniche odontoiatriche. Ho visitato i centri e mi hanno fatto un ottima impressione. La pulizia dei denti a 29 euro mi è sembrata una buona offerta. Un paio di mesi fa ho pagato 60 euro, in un altro studio odontoiatrico,  per la stessa prestazione.

Il responsabile delle convenzioni dei  "Centri Odontoiatrici OIS" mi ha fornito anche un listino dov'è possibile vedere effettivamente il tipo di sconto riservato agli iscritti Nursing Up e loro famigliari. Inoltre, solo per gli Iscritti e i loro famigliari siamo riusciti ad ottenere un ulteriore promozione, per tutto il 2016, per la pulizia dei denti (Detartrasi) ad euro 29. La prima visita, il preventivo e se necessaria l'ortopanoramica sono gratuiti per tutti gli iscritti ed i loro famigliari, chiamando direttamente il responsabile delle convenzioni dei "Centri Odontoiatrici OIS", Sig. Marco Natalini, al n. 335 56 32 912, è possibile ottenere un ulteriore sconto del 5% sul totale del preventivo. Nel Centro Odontoiatrico OIS - San Paolo per gli iscritti e famigliari è possibile usufruire del parcheggio Gratuito sito in via G. Gozzi n. 197 (Garage Mino)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Dic19

Gli Infermieri uniti possono essere più forti di qualsiasi esercito!

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Nov30

Violazioni in materia di riposo giornaliero e settimanale

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Gent.li Colleghi,

in questi giorni di marasma a proposito delle ore di lavoro, ho sentito varie versioni, più o meno accettabili. Essendo un sindacato di contenuti, piuttosto che altro...

Abbiamo pensato di fornire a tutti i colleghi il documento originale del Ministero. Riteniamo sia da preferire a qualsiasi interpretazione! Il documento sotto è copiato per intero, parola per parola. Qual'ora vi fosse necessario potete, attraverso il link, impostato sotto, scaricare l'intero documento.

Cordialmente

Laura Rita Santoro

  

 


  

Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – violazioni in materia di riposo giornaliero e settimanale e applicabilità del cumulo giuridico di cui all’art. 8, comma 1, L. n. 689/1981.

La Confindustria ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Direzione in merito alla possibilità di applicare alle violazioni riguardanti la disciplina del riposo giornaliero e settimanale contenuta nel D.Lgs. n. 66/2003 (http://www.nursingup.lazio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1235:aspetti-dellorganizzazione-dellorario-di-lavoro&catid=59:normative&Itemid=99) , le disposizioni dell’art. 8, comma 1, L. n. 689/1981.

Precisa l’interpellante che la disciplina del cumulo giuridico delle sanzioni di cui all’art. 8 citato, potrebbe essere applicata tutte le volte in cui la violazione delle predette disposizioni sia conseguenza di una unica azione od omissione quale, ad esempio, un ordine di servizio proveniente dal datore di lavoro che abbia richiesto a più lavoratori, per uno stesso giorno, un prolungamento della prestazione lavorativa tale da violare il loro diritto al riposo giornaliero.

Aggiunge l’interpellante che, aderendo a tale impostazione, si potrebbe concretizzare la  fattispecie, indicata da questo Ministero con circ. n. 8/2005 al punto 15 in base alla quale “(…) in tali ipotesi, vadano applicate tante sanzioni quanti sono i lavoratori interessati ed i riposi giornalieri o settimanali non fruiti, fermo restando quanto stabilito dall’art. 8, comma 1, L. n. 689 del 1981”. 

Al riguardo si rappresenta quanto segue.

La disciplina del riposo giornaliero e settimanale, contenuta nel D.Lgs. n. 66/2003 (come modificato dal D.L. n. 112/2008, conv. da L. n. 133/2008), artt. 7 e 9, è formulata in modo tale da fare riferimento al singolo lavoratore. Egualmente l’apparato sanzionatorio previsto nell’art. 18 bis  del Decreto citato, si riferisce alle violazioni degli artt. 7 e 9 commesse nei confronti dei singoli lavoratori e per ogni periodo a cui la violazione si riferisce.

Questo Ministero, nel chiarire la portata delle disposizioni normative citate già con la circ. n. 8/2005, si è basato sul presupposto che il riposo giornaliero e/o settimanale è un diritto che spetta a ciascun lavoratore e, pertanto, ha previsto che l’illecita condotta del datore di lavoro contraria alle disposizioni degli artt. 7 e 9 del D.Lgs. n. 66/2003 si configuri ogni volta in cui il lavoratore non fruisca dei riposi in questione. Ai fini della quantificazione di tali condotte illecite, sanzionate ai sensi dell’art. 18 bis, commi 3 e 4, questo Ministero ha quindi chiarito che l’importo da contestare  al datore di lavoro, in misura ridotta ai sensi dell’art. 16, L. n. 689/1981, consiste nel prodottoderivante dalla somma edittale moltiplicata per il numero dei riposi non fruiti da ciascun lavoratore.

I medesimi principi sono stati ribaditi nella risposta ad interpello n. 22/2009 in tema di riposi giornalieri e lo stesso meccanismo di quantificazione delle sanzioni può essere desunto da quanto specificato nella risposta ad interpello n. 56/2009 in base alla quale nelle ipotesi in cui il D.Lgs. n. 66/2003  espressamente riferisce gli importi sanzionatori al numero dei lavoratori, la relativa sanzione non può essere applicata che tante volte quante sono i lavoratori interessati.

Ciò posto, occorre ora chiarire se, sulla scorta della precisazione contenuta nella circ. n.8/2005 al punto 15 di questo Ministero, ovvero “fermo restando quanto stabilito dall’art. 8, comma  1, L. n. 689 del 1981”, nel caso di violazione degli artt. 7 e/o 9 del D.Lgs. n. 66/2003 come conseguenza di una unica azione o omissione da parte del datore di lavoro, sia possibile considerare tale condotta nel termine di concorso formale (omogeneo o eterogeneo) di illeciti amministrativi e, quindi, applicare la sanzione quantificabile secondo il criterio del cumulo giuridico disciplinata dalcitato art. 8 della L. n. 689/1981.

 A tal proposito, questo Ministero è intervenuto con la circ. n. 81/1987 precisando che l’applicazione del cumulo giuridico di sanzioni deve ritenersi preclusa all’ispettore del lavoro poiché “essa richiede delicate ed ampie potestà discrezionali che possono essere esercitate solo”  dall’Autorità competente a ricevere il rapporto a norma dell’art. 17, L. n. 689/1981.

Pertanto nella fase procedimentale di contestazione/notificazione dell’illecito amministrativo di cui all’art. 14 Legge citata, gli organi ispettivi possono esclusivamente quantificare la sanzione ai sensi dell’art. 16, L. n. 689/1981 “in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo”. 

Da ciò consegue che l’inciso della circ. n. 8/2005 non va interpretato nel senso di consentire l’applicazione dell’art. 8, comma 1, L. n. 689/1981 – e quindi del cumulo giuridico – in sede di accertamento/contestazione degli illeciti di cui agli artt. 7 e 9 del D.Lgs n. 66/2003, ma nel senso di ammettere, mediante il successivo provvedimento di ordinanza ingiunzione, la rideterminazione dell’importo sanzionatorio, già quantificato ai sensi dell’art. 16, L. n. 689/1981, a condizione chedagli atti istruttori emergano elementi atti a configurare l’unicità della condotta illecita a fronte della pluralità di violazioni. A tale riguardo – con riferimento alla fase ispettiva – si richiama il dovere, per gli ispettori, di fornire al Direttore gli elementi utili per evidenziare tale unicità d'azione.

  

Fonte del presente documento, grazie alla ricerca della Dott.ssa Cinzia Crescia:

http://www.lavoro.gov.it/Strumenti/interpello/Documents/762009.pdf 

 
Nov28

...succede nel Lazio

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Nursing Up Regione Lazio

 

 

 

Gentile Direttore,

in qualità di rappresentanti di un’associazione di categoria che opera quotidianamente nelle strutture sanitarie della capitale e della regione Lazio intendiamo denunciare una situazione che metterà, a breve, in serio pericolo la salute dei nostri concittadini.

In questi giorni è diventato un tema cogente la cessazione delle deroghe al D.lgs 66/2003 in tema di orario di lavoro, operate dalla legge 30 ottobre 2014, n. 161 “disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Legge europea 20013-bis” (GU n. 261 del 10/11/2014), lo scopo di superare la procedura di infrazione n. 2011/4185 che interessava il personale dirigente e sanitario del Servizio Sanitario Nazionale.

Dal 25 novembre 2015, è abrogato il comma 6-bis dell’art. 17 del D.lgs 66/2003 con la conseguenza che “ferma restando la durata normale dell'orario settimanale, il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità”.

In sostanza l’Unione Europea ha fissato i criteri “minimi” relativi a riposi, ferie, orario massimo di lavoro e lavoro notturno. In particolare, oltre alla misura “minima” di riposo giornaliero di 11 ore consecutive, stabilisce un orario massimo settimanale di 48 ore, comprensive dello straordinario.

La questione adesso non è trovare, nuovamente, un escamotage legislativo per vanificare i legittimi contenuti della legge n.161/2014 (Legge europea 20013-bis) ma risolvere il grave problema che la classe politica e dirigenziale italiana ha creato e che quella della Regione Lazio ha aggravato con molti dei provvedimenti di questi ultimi due anni.

Il nostro scopo è quello di rendere evidenti le responsabilità della giunta Zingaretti e di molti dirigenti della regione Lazio e lo vogliamo fare semplicemente facendo riferimento agli atti normativi da essi emanati.

Analizzando l’“Atto di indirizzo per l’adozione dell’atto di autonomia aziendale delle aziende sanitarie della regione Lazio”, emerge che tra i principi ispiratori che guidano la riforma della rete ospedaliera, si prevede “l’adozione di misure organizzative volte al tendenziale superamento del concetto di posto letto assegnato alla singola unità operativa ed evoluzione verso un’organizzazione per area assistenziale ad intensità di cure per acuti.

Essendo cultori della materia e facendo riferimento solo alle fonti normative ed alla letteratura scientifica non possiamo esimerci dal prendere atto che l’organizzazione per intensità di cure si basa sulla centralità del paziente, sulle sue aspettative ed esigenze di sicurezza e di efficacia. Si tratta di un lavoro per obiettivi, di un’organizzazione in grado di coniugare eccellenza professionale, collegamento tra diversi livelli assistenziali a seconda dei bisogni della persona assistita, attenzione all’accoglienza e alla dimensione umana dell’assistenza. Viene superata la dimensione legata alla patologia e al modello mono-specialistico con un approccio poli-specialistico non più bastato sul numero dei posti letto ma sui casi trattati. (“Organizzazione dell’ospedale per intensità di cure: gli errori da evitare”. R. Nardi,V. Arienti, C. Nozzoli et all. Italian Journal of Medicine (2012) 6, 1-13).

Tutto ciò sarebbe in linea con quanto dichiarato nell’Atto di Indirizzo emanato dalla Regione Lazio se non fosse in netto contrasto con la disposizione che la stessa regione ha dato alle aziende sanitarie ed ospedaliere circa gli indicatori per il calcolo del fabbisogno del personale. Stiamo parlando della Disposizione emanata dalla Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria n 259999/GR/11/23 del 13/05/2015, con oggetto “criteri generali per determinazione delle dotazioni organiche nelle aziende ed enti del Servizio Sanitario Regionale”, che fonda il suo impianto ancora una volta sul “parametro” del posto letto.

Come se non bastasse i dirigenti incaricati di elaborare questo provvedimento regionale hanno dato il peggio di sé! In un’oculata e produttiva (sic!) attività di benchmarking hanno fatto riferimento a due modelli tutt’altro che esemplari: Sicilia e Puglia.

Il rapporto di questi giorni, sui livelli essenziali di assistenza (Lea) elaborato dal Ministero della Salute, dice che queste due regioni si trovano rispettivamente al nono e al dodicesimo posto tra tutte le regioni italiane. Non sarebbe stato più semplice, oltre che maggiormente produttivo guardare alla Toscana? Ciò non solo perché essa si trova in testa alla classifica ma perché possiede modelli organizzativi all’avanguardia che testimoniano il valore dei suoi dirigenti.

Le aziende sanitarie della regione Lazio sembrano incapaci, anche grazie alle inadeguate direttive regionali, di stimare il proprio fabbisogno di personale. Dalle attuali dotazioni organiche manca totalmente il personale Operatore Socio Sanitario costringendo gli infermieri ad un sistematico demansionamento.

La Senatrice PD Anna Lisa Silvestro, già Presidente della federazione Nazionale IPASVI, nel 2008 presentò un lavoro insieme a G. Pitacco sull’analisi delle complessità assistenziali al fine di determinare il reale fabbisogno di personale. Come in altri numerosi studi è emerso che il processo assistenziale non può essere "pesato" attraverso il “minutaggio”. Esistono strumenti ad hoc, per ogni contesto operativo, che possono dare una risposta adeguata a questa esigenza. In questo caso lo studio in questione fece emergere la differenza tra 2 Standard: presenza minima e presenza consigliata.

Nel primo caso, detto minimo assistenziale, il numero infermieri presente può garantire solo un'efficace collaborazione al processo diagnostico-terapeutico, lasciando senza risposta i bisogni più elementari della persona. Al di sotto di questo non potrà essere garantita neanche la collaborazione al processo diagnostico-terapeutico mettendo a rischio la sicurezza della persona assistita. Grazie alle scelte politiche che hanno determinato un ridicolo e pericoloso blocco del turn over, siamo ormai a questa seconda ipotesi.

Concludendo, l’attuale Governo Regionale, con la complice collaborazione dei direttori generali delle aziende sanitarie, dopo aver incrementato la tassazione con le c.d. addizionali e altre imposte, ha sottratto ai Cittadini il diritto all’assistenza sancito dall’art. 32 della Costituzione.

I Cittadini del Lazio hanno il diritto di sapere che oltre non vedersi garantite, come sta già accadendo, le prestazioni incluse nei LEA (liste d’attesa esaurite ed esami in convenzione -Tac –RMN – Mammografie…) precluse, in caso di ricovero in un ospedale pubblico rischieranno di non ricevere un’assistenza sicura e di qualità, nonostante l’elevata professionalità degli operatori.

Riteniamo che l’irresponsabilità del Governo Regionale del Lazio che simula, attraverso i media, una riorganizzazione efficiente, moderna ed efficace del Servizio Sanitario Regionale, dissimula, in vero, l’ennesimo duro colpo alla Sanità Pubblica beffandosi dei suoi Cittadini.

Roma 26/11/2015

                                                                                                                                                                              Dott.ssa Laura Rita Santoro

                                                                                                                                                                              Dott. Mauro Carboni

 

 


  

 
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